Sezione 'Comunicati Stampa'

Un milione di firme. Per l’acqua e la democrazia

venerdì, luglio 9th, 2010

In soli 50 giorni un milione di donne e di uomini hanno firmato i tre referendum per la ripubblicizzazione dell’acqua.
Un risultato straordinario, ottenuto da una grande coalizione sociale promossa dal Forum italiano dei movimenti per l’acqua e dal capillare e reticolare impegno di migliaia di comitati sorti in tutto il Paese.
Senza padrini politici, senza grandi finanziatori, nel più completo silenzio dei più “importanti” mass media.
Qualcosa sta succedendo in questo Paese. Una nuova narrazione sociale sui beni comuni, frutto di un decennio di sensibilizzazione e di mobilitazione sociale, è emersa, dimostrando come su questo tema abbiamo già vinto culturalmente.
Basta vedere le scomposte reazioni dei fautori delle privatizzazioni – Governo, Confindustria e Federutility in primis – i quali, se soli pochi anni addietro potevano rivendicare apertamente il dogma del “privato è bello” sono oggi costretti a giocare in difesa, a negare di voler privatizzare, a diffondere cortine fumogene sul pericolo referendario.
Consapevoli di aver perso il consenso, faticano tuttavia a rendersi conto di come dietro a questa straordinaria mobilitazione popolare ci sia molto di più.
Perché il milione di donne e di uomini che hanno sottoscritto i referendum forse non hanno ancora interamente acquisito tutta la complessità del tema acqua e privatizzazioni, ma nel loro incedere a testa alta verso i banchetti hanno dimostrato una forte consapevolezza sulla posta in gioco: mettere uno “stop” all’ideologia del mercato come unico regolatore sociale e invertire la rotta, riappropriandosi dell’acqua e dei beni comuni, che solo una democrazia partecipata e condivisa può gestire a finalità sociali.
Quel milione di donne e di uomini sono un nuovo anticorpo sociale che parla all’intero Paese e alla crisi economica, ambientale e di democrazia che lo attanaglia.
Dice a chiare lettere che gli attacchi ai diritti sociali e del lavoro, la privatizzazione dell’acqua e dei beni comuni, la demolizione della Costituzione e della democrazia non sono uno scenario ineluttabile, bensì il frutto di scelte politiche ancora una volta dettate da questo governo e dagli interessi dei grandi poteri economici-finanziari.
Quel milione di donne e di uomini sta indicando un’altra direzione: dalla crisi si esce attraverso la redistribuzione del reddito verso il lavoro e i ceti più deboli e attraverso l’appropriazione sociale di ciò che ci appartiene, a partire del bene più essenziale di tutti, l’acqua. Dalla crisi si esce attraverso un nuovo ruolo del pubblico e della democrazia, che devono essere fondati sulla partecipazione popolare.
In questi mesi, con quest’esperienza, si è costruito uno straordinario laboratorio sociale.
Ma sappiamo che è solo il primo passo. Perché dalla vittoria culturale si passi alla vittoria politica, occorrerà, entro la prossima primavera, trasformare questo milione di firmatari in almeno 25 milioni di votanti.
Sarà un percorso difficile ed entusiasmante; avrà bisogno di tutte le donne e gli uomini che vogliono liberare l’acqua, rifondare la democrazia, redistribuire la speranza.
Oggi possiamo intraprenderlo con nuova fiducia, tutti insieme.

Marco Bersani- Attac Italia/Forum Italiano Movimenti per l’Acqua
Cristiano Oddi-FP CGIL /Forum Italiano Movimenti per l’Acqua

Sabato 26 giugno tutti in piazza

lunedì, giugno 21st, 2010

“Tutti in piazza per l’acqua” è l’appello rivolto ai cittadini dalle diverse organizzazioni che da anni lottano per una gestione efficiente e trasparente dell’acqua in Abruzzo. Sabato prossimo 26 giugno hanno programmato una manifestazione a Piazza S. Cuore a Pescara con appuntamento alle ore 17 per protestare contro la gestione disastrosa dell’acqua, contro l’aumento della bolletta e, soprattutto, per reclamare la trasparenza nei conti dell’ACA e la partecipazione dal basso dei cittadini nel controllo.
L’iniziativa era stata programmata per contrastare l’ipotesi di aumento della tariffa prima degli sviluppi di ieri dell’inchiesta sulla bollettazione della Procura di Pescara. Alla luce di questi fatti assume un significato particolare anche perchè ormai la riunione convocata dal Commissario Caputi per il 2 luglio prossimo per far votare l’aumento della tariffa rischia di diventare un evento surreale, un insulto nei confronti dei cittadini che pretendono una gestione corretta di questo Bene Comune e che hanno subito lo scandalo dell’acqua contaminata di Bussi.
Dichiara Augusto De Sanctis, referente acqua del WWF Abruzzo “Dispiace constatare che per l’ennesima volta è la Magistratura a dover intervenire per cercare di fare chiarezza sulla gestione dell’acqua, al posto degli amministratori pubblici. In questi anni, e con rinnovato vigore nelle ultime settimane, abbiamo richiamato i sindaci ad esercitare pienamente le loro funzioni nel controllo dell’ATO e dell’ACA, visto che siedono nell’assemblea di entrambi gli organismi. Il tutto prima di pensare a qualsiasi tipo di aumento per i cittadini, in considerazione dei dati incredibili sulla gestione passata presentati dal Commissario dell’ATO Caputi. Basti pensare che solo per gli investimenti mancati rispetto a tariffe riscosse bisogna recuperare 25 milioni di euro nei prossimi anni. Nel solo 2008 lo scostamento tra quanto programmato e quanto speso dall’ACA in spese operative è stato di 10 milioni di euro in eccesso. Sono cifre enormi che i sindaci farebbero bene intanto a spiegare ai loro consigli comunali. Peraltro pochi sanno che il Commissario Caputi ha anche pianificato la gestione del servizio idrico da qui al 2027 attraverso una revisione del piano d’ambito dell’ATO che comporterebbe una spesa di 295 milioni di euro per i soli investimenti e una progressione tariffaria per i prossimi 18 anni. Fare scelte così delicate prima di aver fatto chiarezza e senza un preventivo confronto con i consigli comunali e con i cittadini si configura come una vera e propria ipoteca del futuro di 500000 cittadini. Inoltre somme così importanti derivanti dalle nostre tasche devono essere spese avendo la garanzia di una gestione trasparente e partecipata. Questo si fa con una nuova legge regionale che deve garantire, oltre a una gestione completamente pubblica, la partecipazione costante dei cittadini dal basso nel controllo”.
Dichiara Renato Di Nicola, dell’Abruzzo Social Forum “Chiediamo ai cittadini del pescarese, dei comuni del chietino coinvolti come Chieti, Francavilla, San Giovanni e Miglianico, dei comuni del teramano come Atri, Silvi e Bisenti e di tutti i 64 comuni che fanno parte dell’ATO di Pescara-Chieti  di venire in piazza con una copia della bolletta dell’acqua per lasciarvi sopra un messaggio diretto al loro sindaco. Noi la metteremo nel nostro colabrodo d’oro che è il simbolo dell’attuale gestione dell’acqua e lo consegneremo per loro. Si potrà scrivere il proprio pensiero anche su un grande striscione bianco che stenderemo in piazza. Saranno registrati anche videomessaggi per i sindaci che poi caricheremo su you tube. E’ un modo per far parlare i cittadini, per aprire un dialogo che per troppi anni è stato negato. Chiediamo con forza di discutere le scelte principali sul servizio idrico con la comunità”.
Promotori: AbruzzoSocial Forum, WWF, Oltre Abruzzi, Marelibero.net
Organizzazioni politiche che aderiscono: Rifondazione Comunista, Pescara In Comune Amici di Beppe Grillo
Info: 3683188739, 3381195358

Referendum Acqua: il traguardo è vicino

martedì, giugno 15th, 2010

H2ORA, l’acqua scende in piazza. In decine di piazze italiane questo e il prossimo fine settimana concerti, dibattiti, spettacoli, performance, aperitivi e feste. I comitati territoriali organizzeranno centinaia di banchetti in quella che sarà una vera e propria maratona di eventi culturali per tagliare tutti insieme il traguardo del milione di firme.

In sei settimane di raccolta,infatti, quasi novecentomila italiani hanno firmato in sostegno ai 3 referendum per la ripubblicizzazione dell’acqua.

Gli eventi di H2ORA potrebbero dare la spinta decisiva per il raggiungimento della storica cifra a sei zeri.

Tra sabato e domenica ci saranno iniziative di piazza a Roma, Torino, Bari, Cagliari, Lecce, Como, Enna, Udine, Vicenza, Oristano e in decine di centri minori. Un modo per incontrarsi , parlare dell’acqua bene comune e per condividere la straordinaria esperienza di partecipazione e mobilitazione che i comitati territoriali stanno vivendo. Molti altri eventi sono programmati in tutta Italia per prossimi giorni, ricordiamo ad esempio lo spettacolo di Marco Paolini a Rasai di Seren del Grappa (Belluno), giovedì 16 giugno. Tutti gli eventi in programma su www.acquabenecomune.org

Nelle molte piazze in festa ci saranno anche le compagnie degli artisti di strada che, grazie alla mobilitazione del Fnas (Federazione nazionale degli artisti di strada), organizzeranno spettacoli e performance.

La raccolta continua..

mercoledì, maggio 19th, 2010

516.615 firme raccolte in 25 giorni di banchetti e iniziative in tutta Italia.

Un risultato incredibile raggiunto in poco più di tre settimane grazie all’impegno e all’entusiasmo di migliaia di cittadine e cittadini dell’acqua pubblica.

Dall’estremo Nord alle isole la raccolta di firme racconta un’Italia della partecipazione di migliaia di territori attenti e attivi sui beni comuni. E la raccolta firme non si ferma, ma rilancia. L’obiettivo che il Comitato Promotore si era posto (700mila firme) è ormai in vista e può essere superato. Da qui a luglio lanceremo eventi, feste, spettacoli per coinvolgere sempre più italiani in questa civile lotta di democrazia per togliere le mani degli speculatori dall’acqua riconsegnandola ai cittadini e ai Comuni.

Un successo anche in Abruzzo dove abbiamo raggiunto quasi  12000 firme. In 25 giorni abbiamo eguagliato il risultato raggiunto in sei mesi di raccolta firme (nel 2007 ) per la legge di inizitiva popolare per l’acqua pubblica . Un ulteriore segnale per gli Enti locali e la Regione Abruzzo che si apprestano a far pagare ai cittadini i costi della cattiva gestione e del malaffare di anni, approfittando della situazione per spingere verso la privatizzazione.

É evidente invece il crescente sentimento popolare tra gli abruzzesi per la ripubblicizzazione dell’acqua, per una gestione pubblica, trasparente e partecipata, perchè ormai è chiaro che la privatizzazione (e sono decine gli esempi in Italia) non è la risposta.

Più firme raccoglieremo, più forte sarà la spinta verso il Referendum e il risveglio civile dei territori. Perché si scrive acqua, si legge democrazia.

Acqua pubblica : un tema molto sentito dai cittadini

martedì, maggio 4th, 2010

La seconda settimana di raccolta delle firme contro la privatizzazione dell’acqua conferma  che  il tema è molto sentito dalla popolazione- 4039 firme in Abruzzo raccolte sabato 1 maggio nelle numerose iniziative organizzate  per la festa dei lavoratori, e domenica 2 maggio- 7122 firme il totale per l’Abruzzo ad oggi. E’ in costante aumento il numero di cittadine e cittadini che si mettono a disposizione del movimento perché vogliono che sull’acqua nessuno faccia profitti.

Pescara con oltre 1200 firme, raccolte in questi ultimi due giorni, si riconferma come la città con il maggior numero di sottoscrizioni . Altri dati significativi vengono da Chieti 280 firme, 250 Sulmona e Vasto, 400 raccolte in Val Pescara, 200 a L’Aquila, 300 nella Marsica, più di 400 nei comuni della costa teramana,  200 nel comune di Paglieta.

Un po’ di confusione si è creata in alcune piazze dove, di fronte ai nostri stand, sono comparsi i gazebo dell’Italia dei Valori, partiti il primo maggio con la raccolta firme su tre quesiti referendari tra cui quello dell’acqua. Molti cittadini si sono fermati perplessi a chiedere spiegazioni, visto che lo slogan usato dal partito di Di Pietro era lo stesso del Movimento  “una firma contro la privatizzazione dell’acqua”.
Quesito presentato un mese fa dal partito dell’onorevole Di Pietro dopo una rottura  plateale con il Forum dei Movimenti per l’Acqua per ragioni di semplice ed evidente strumentalità politica, per crearsi solo un consenso nell’immediato senza preoccuparsi minimamente di vincere la battaglia referendaria.
Ci preme comunque chiarire che il referendum dell’Italia dei Valori chiede  unicamente di abrogare l’art.15 della legge Ronchi, che “impone” l’ingresso dei privati nella gestione del servizio idrico, ma lascia  inalterato il quadro di mercificazione dell’acqua,  mantenendo la possibilità per i comuni di scegliere tra diverse soluzioni, compresa quella di affidare la gestione alle Società per Azioni.
Perchè l’acqua sia veramente pubblica e partecipata non si può che sottoscrivere i tre quesiti proposti dal Forum italiano dei Movimenti per l’Acqua Pubblica.

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Referendum: più di 3000 firme raccolte in Abruzzo in soli due giorni

martedì, aprile 27th, 2010

Partita alla grande la Campagna referendaria

La sfida alla cultura della privatizzazione dell’acqua è andata oltre ogni aspettativa: 100.000 firme raccolte nel primo week-end del 24 e 25 aprile in tutta Italia.

3083 firme solo in Abruzzo. Nonostante il brutto tempo c’è stata una mobilitazione straordinaria che ha visto lunghe file ai banchetti organizzati nei quattro capoluoghi e in numerosi paesi. Le brochure con l’illustrazione dei tre quesiti referendari sono risultate spesso inutili. É bastato lo slogan stampato “l’acqua non si vende” per togliere ogni dubbio, senza dover convincere nessuno. La frase spesso ricorrente davanti ai banchetti era “ dopo l’acqua ci privatizzeranno anche l’aria!”

1100 firme a Pescara, 300 a Sulmona, 300 a Vasto, 280 a Chieti, oltre 200 a L’Aquila e Teramo, 250 nella Marsica, tante altre nei piccoli centri della nostra regione (vedi  BANCHETTI FIRME)

Siamo di fronte ad un vero e proprio risveglio civile, un risveglio che parte da associazioni e da cittadini liberi, un risveglio che parte dall’acqua per dilagare, speriamo, verso tutti i beni comuni.

Aspettando la Liberazione…. liberiamo l’Acqua

mercoledì, aprile 21st, 2010

Sabato 24 aprile parte in tutta Italia la raccolta firme per i 3 referendum per l’acqua pubblica.

Il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, costituito da centinaia di comitati territoriali che si oppongono alla privatizzazione, insieme a numerose associazioni ambientaliste e realtà sociali e culturali ha deciso di promuovere 3 quesiti referendari, depositati presso la Corte di Cassazione di Roma mercoledì 31 marzo 2010.  Il Comitato promotore è formato solo da realtà del mondo civile.
Perché un referendum?
Per fermare la corsa verso la privatizzazione dell’acqua che, iniziata da diversi anni, ha subito una forte accelerazione negli ultimi mesi con la modifica dell’articolo 23 bis della legge n. 133/2008.
Perché l’acqua è un bene comune ed un diritto umano universale. Un bene essenziale che appartiene a tutti e che nessuno deve utilizzare per il proprio profitto.
Perché l’acqua deve essere conservata per le future generazioni.
Perché la gestione dell’acqua deve essere pubblica e partecipata.
Tre quesiti contro la privatizzazione dell’acqua
Il primo quesito propone l’abrogazione dell’articolo 23 bis della Legge n. 133/2008 così come modificato dal recente Decreto Ronchi che impone ai comuni la messa a gara – e quindi la mercificazione – della gestione delle risorse idriche.
Il secondo quesito propone l’abrogazione dell’articolo 150 del Decreto Legislativo n. 152/2006 per impedire il ricorso alla gare e all’affidamento delle gestione del servizio idrico a società di capitali, favorendo il percorso verso l’obiettivo della ripubblicizzazione del servizio idrico, ovvero la sua gestione attraverso enti di diritto pubblico con la partecipazione dei cittadini e delle comunità locali.
Il terzo quesito propone l’abrogazione dell’articolo 154 del Decreto Legislativo n. 152/2006 limitatamente alla quota del 7% di remunerazione del capitale investito, perché abrogando questa norma si eliminerebbe la possibilità di fare di fare profitti sull’acqua.
La raccolta in Abruzzo
In Abruzzo si è costituito il comitato promotore regionale Salva l’Acqua Abruzzo che sarà nelle piazze di tutta la regione sabato 24 aprile per l’apertura della campagna di raccolte firme con numerosi banchetti promossi dalle associazioni, movimenti cattolici, comitati, sindacati e partiti politici che hanno promosso e aderito alla campagna nazionale.
Sarà il primo giorno di una mobilitazione che durerà 3 mesi e che si prefigge di raggiungere l’obiettivo di 16.000 firme solo nella nostra Regione.
Evento centrale di apertura a Pescara: la raccolta delle firme comincerà alle ore 10 a Piazza Salotto e si protrarrà tutta la giornata per culminare alle ore 16,30 con un happening a cui parteciperanno tra gli altri N’duccio, il gruppo di musica popolare Vurre Vurre, il Mediterranea Guitar Trio, il rapper Cuba Cabbal e tante altre testimonianze a difesa dell’Acqua.
Cosa vogliamo e cosa vogliamo comunicare alla gente che sarà in piazza con noi?
Consegnare l’acqua ai privati e alle grandi multinazionali significa privatizzare l’intera vita delle persone. Vogliamo restituire a tutte e tutti il diritto alla vita e al futuro.
La gestione pubblica dell’acqua è una condizione necessaria, ma insufficiente: sappiamo bene che la gestione pubblica del servizio idrico in questi anni ha mostrato numerosi limiti, ma siamo convinti che affidarlo ai privati non farebbe altro che peggiorare la situazione.
Laddove l’acqua è stata privatizzata si sono registrati l’aumento delle tariffe ed una diminuzione degli investimenti.
Dall’acqua vogliamo creare un nuovo modello pubblico, come luogo della gestione partecipativa dei beni comuni. Perché si scrive acqua, ma si legge Democrazia.

L’Abruzzo si mobilita per la manifestazione del 20 marzo a Roma

giovedì, marzo 11th, 2010

Comunicato Stampa Coord. “Salva l’Acqua” Abruzzo del 10 marzo 2010
Continua la mobilitazione per bloccare il processo di privatizzazione del bene Acqua voluto dal Governo. Nella ratifica del cosiddetto decreto Ronchi sugli enti locali alla Camera,  è stato infilato nel testo un emendamento che elimina   gli Ato (Ambiti Territoriali Ottimali). Tutte le funzioni passeranno alle Regioni. La fine degli ATO porterà a una ulteriore esclusione dei Sindaci, quindi dei cittadini, dai luoghi di decisione.
Il 20 marzo a Roma ci sarà una grande manifestazione nazionale per bloccare le politiche di privatizzazione della gestione dell’acqua, per riaffermare il valore di bene comune e diritto umano universale, per rivendicarne la gestione pubblica e partecipativa, per dire tutt* assieme” l’acqua fuori dal mercato”.

L’evento, organizzato dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, vedrà l’adesione di centinaia di associazioni, comitati e organizzazioni politiche e sindacali provenienti da tutta Italia.  Ad oggi, dall’Abruzzo,  partiranno 10 pullman da tutte le principali città: Pescara, L’Aquila, Avezzano, Chieti, Vasto, Lanciano, Francavilla, Teramo, Giulianova.
Particolarmente attiva è la partecipazione  del mondo cattolico. I Movimenti  cattolici  hanno sottolineato in più occasioni gli aspetti inaccettabili anche da un punto di vista  teologico della riduzione a merce dei beni comuni. Soprattutto le Diocesi  sono molto attive nell’azione di sensibilizzazione dei fedeli su un tema così importante, sul quale ci sono già diversi pronunciamenti espliciti dell’Ufficio di Pastorale Sociale della Cei.
Dopo la manifestazione del 20 marzo inizierà la raccolta delle firme per la presentazione di un referendum che prevederà  l’abrogazione della norma che impone agli enti locali la privatizzazione del bene acqua.
Il 4 marzo il comitato direttivo dell’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) si è dichiarato a favore dell’Acqua dei Sindaci;  anche la Lega Autonomie nazionale.
Continua intanto la mobilitazione degli Amministratori abruzzesi contrari. I Comuni che hanno già modificato lo Statuto,   inserendo una specifica formulazione che definisce il Servizio Idrico Integrato (SII) “servizio pubblico locale privo di rilevanza economica”, sono: Bussi sul Tirino(Pe)- Manoppello(Pe)- Torre de’ Passeri(Pe)- Fossacesia(Ch) Citta S.Angelo Pe- Guardiagrele (Ch)- Palena (Ch)-  Taranta Peligna (Ch)- Pineto (Te) Loreto Aprutino (Pe)- Provincia de L’Aquila- Comune de L’Aquila; tanti altri stanno per farlo.

Chiediamo ai media di seguire con cura, in tutte le sue articolazioni, questa Campagna   fondamentale per la nostra democrazia.

Prenotazioni pullman :  vai a sezione INIZIATIVE

Fine settimana di mobilitazione regionale

giovedì, gennaio 21st, 2010

Anche in Abruzzo, come nel resto d’Italia, continua la mobilitazione per bloccare il processo di privatizzazione del bene Acqua voluto dal governo in carica con l’approvazione del Decreto Ronchi lo scorso novembre.

Ricordiamo che il decreto definisce l’acqua un servizio a rilevanza economica e prevede l’obbligo di affidarne la gestione ai privati. Tale provvedimento sottrarrà ai cittadini e alla sovranità delle Regioni e dei Comuni l’acqua potabile di rubinetto, il bene più prezioso, per consegnarlo, a partire dal 2011, alle grandi multinazionali. Gli effetti della privatizzazione sono ormai noti: crescita incontrollata delle tariffe (ad Arezzo, ad Aprilia e in altri comuni le tariffe sono aumentate fino al 400%!) e mancati investimenti per la ristrutturazione delle reti idriche colabrodo.

I segnali di resistenza che provengono dalla società civile e dalle realtà locali sono però  incoraggianti. La regione Abruzzo ha approvato un emendamento  al Dpfer che impegna il Governo regionale a preservare il carattere pubblico dell’acqua e che sancisce allo stesso tempo che il servizio idrico deve ritenersi “privo di rilevanza economica”. Ora ci aspettiamo che la Giunta regionale faccia seguito al pronunciamento presentando ricorso alla Corte Costituzionale (come hanno già fatto quattro regioni italiane).

Molti comuni italiani e abruzzesi intanto stanno avviando l’iter per inserire nei propri Statuti un articolo che definisca il Servizio Idrico Integrato “servizio pubblico locale privo di rilevanza economica”. A Pescara, Teramo, L’Aquila, e in molte altre grandi città è già stata presentata la proposta di modifica degli statuti comunali; in alcuni addirittura la delibera è già in discussione e sta per essere approvata la modifica. Le amministrazioni comunali stanno reagendo con fermezza all’arroganza del governo che vorrebbe imporre loro la privatizzazione di un bene come l’acqua. L’intervento del Segretario della Camera del Lavoro di Pescara, Paolo Castellucci ha rimarcato anche l’interesse dei lavoratori a difendere il servizio idrico contro le esternalizzazioni privatizzatrici  per garantire quel nesso inscindibile tra qualità del lavoro e qualità del servizio che solo una gestione pubblica può valorizzare a pieno.

Il 20 marzo è stata convocata una grande manifestazione nazionale a Roma a sostegno di tutte le iniziative messe in campo contro la privatizzazione dell’acqua. Il 20 marzo sarà anche la data di avvio della campagna referendaria che mobiliterà milioni di persone in tutta Italia.

Intanto il prossimo fine settimana (23 e 24 gennaio) in decine di località abruzzesi abbiamo organizzato banchetti informativi dove si raccoglieranno le firme a sostegno delle delibere di modifica degli Statuti comunali.  Saremo a Pescara, Chieti, Teramo, Sulmona, Vasto, Montesilvano, Francavilla, Giulianova e in molti altri comuni della regione.

Per questa Campagna stiamo utilizzando il sito nonlasciamolifare.org con cui, provocatoriamente, abbiamo “partecipato” alle Elezioni politiche regionali del 2008. Il sito è a disposizione dei cittadini per seguire l’andamento della campagna nazionale e per partecipare alle iniziative locali. È un supporto utile agli amministratori che intendono portare questa battaglia nelle istituzioni locali.